Login or Register

 

Italy

 

 


 

Evento sull'Agroforestazione (Agroforestry) a EXPO 2015, Milan, 12 Settembre 2015

Registrazione qui e ulteriori informazioni qui

 

 


 

Agroforestry: indirizzi per la programmazione 2014-2020

By Andrea Pisanelli, March 2015

Il Gruppo di Lavoro Foreste e l’Osservatorio Foreste dell’INEA, nell’ambito delle attività del Programma Rete Rurale Nazionale 2007-2013, ha costituito un Gruppo di lavoro specifico sull’Agroforestry, composto da esperti e rappresentanti di INEA, CNR-IBAF, CRA-OLI e Veneto Agricoltura. Obiettivo del Gruppo è stato quello di predisporre un documento di Linee per una più efficace ed efficiente attuazione della misura “Allestimento di sistemi agroforestali” nella programmazione 2014-2020.

Il documento è scaricabile al sito: http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14169

 

 

List of interesting websites

  • AIAF launched it's new website in March 2015.
  • Aarticolo relativo al Progetto “Olivo, Asparago selvatico, Pollo rustico”
  • Video su questo progetto
  • Per scaricare il “Manuale per la coltivazione consociata Olivo Asparago selvatico Pollo rustico” vai su
  • Altro articolo

 

 

Agroforestry in Italian RDP's 2014-2020

By Andrea Pisanelli, March 2015

Six of 20 regions have contemplated the establishment of agroforestry systems within Measure 8 (investments in forest area development and implementation of the viability of forests (art. 21-26), Sub-measure 8.2 (support for the establishment and maintenance of agroforestry systems). Further details can be found here.

 

 

Background information on Agroforestry in Italy and AIAF 

by Dr. Giustino Mezzalira, Director of Veneto Agricoltura’s Agricultural and Woodland Research and Management Activities, March 2015

Until a few decades ago a major part of the Italian agricultural land was cultivated with traditional agroforestry systems. Even today there are systems of particular interest in vast areas of the country, e.g. the silvopastoral systems of Sardinia and Tuscany, characterized by cork oaks and holm trees. In addition, hedgerows were undergoing a vibrant rediscovery during the past 20 years, especially in the plains of Northern Italy. Hedgerows are increasingly planted for energy purposes and as buffer strips, e.g. to control pollution of agricultural origin. More recently there is a growing interest in reconstructing traditional agroforestry systems, e.g. cultivation of mulberry trees (Morus alba) used for breeding silkworms.

Traditional Agroforestry System  (Photo: Viviana Ferraio)/ Casaria  Farm   /   AIAF headquarter (Photo: Maruo Sangiovanni)

 

AIAF was created in 2014 by a group of 21 founding members, several of them already being members of EURAF. The association intends to represents the interests of various stakeholders: farmers, agricultural and forestry technicians, civil servants and researchers. AIAF aims to promote new agroforestry systems, with a strong emphasis on pilot farms, vocational training and technical disclosure. In addition the association’s goal is to increase cooperation among researchers, as well the interaction with public authorities in order to eliminate bureaucratic and regulatory impediments that hinder the reconstruction or maintenance of agroforestry systems in Italy nowadays.

AIAF’s headquarter is the Casaria farm (via Frattesina, 35040 Masi, Veneto region), a beautiful farm situated in the Veneto plain. In recent years, the farm has established agroforestry systems on the entire farm surface.

To contact AIAF: www.agroforestry.it; aiaf [at] agroforestry [dot] it


 

Agroforestry in Italy: Agroforestry was the past, Can it be the future?

by Adolfo Rosati and Piero Paris (2011)

The PowerPoint-Presetation can be accessed here.

 

 

Agroforestry in italia: problemi e soluzioni

Se siete arrivati fin qua, sapete cos’è l’agroforestry (o sistemi agro-forestali). Ma per intenderci, è l’insieme di quelle pratiche agricole che prevedono l’integrazione di specie arboree, di qualsiasi genere, ad altre pratiche agricole quali seminativi, pascolo, allevamento ecc. Quindi agroforestry non è selvicoltura, se non quando vengono introdotte coltivazioni non arboree o animali al pascolo nella foresta. Né è frutticoltura, se non quando si coltivano colture erbacee o pascolo o si allevano specie animali insieme al frutteto. L’agroforestry comprende sistemi silvopastorali, coltivazione arboreo-erbaceo consociate, allevamento consociato a coltivazioni ecc., ma anche vegetazione ripariale, sistemi arborei lineari (siepi frangivento) ecc.

L’articolo 44 del regolamento CE 1698/2005 prevede che venga incoraggiato (e finanziato) il primo impianto di sistemi agro-forestali (agroforestry). La misura 222 dei PSR dovrebbe prevedere il finanziamento dell’impianto di specie arboree nei seminativi. Ma ci sono dei problemi. In questo forum possiamo discuterli. Rompo il ghiaccio con il presente testo (post).

• Limiti per l’agroforestry in Italia

• L’agricoltore vede l’albero come un ostacolo alla coltivazione e un limite alla resa dei seminativi, non ha informazioni sulle potenzialità produttive o di mercato dell’AF, non ci sono ricerche ed attività dimostrative, non si fida (giustamente! vedi quanto succede in Veneto con le siepi perimetrali!) di poter togliere l’albero per averne il ricavo e tornare al seminativo.

• Finanziamenti non disponibili (la misura 222 del PRS è stata attivata solo in Veneto, Umbria, Lazio e Sicilia, ma ora probabilmente non sarà più attivata se non in Veneto, a causa delle scarse richieste di contributo ricevute.

• Non c’è chiarezza ed è probaabile che gli alberi piantati con la 222 vadano poi a costituire tare che abbassano il contributo unificato. • Il finanziamento alla 222 è ingiustificatamente limitato all’impianto, mentre per il rimboschimento il contributo si estende al mantenimento e ai mancati redditi per più anni (ma questo cambierò con la nuova PAC)

• Troppa burocrazia, carta e spese per pochi soldi.

• Scelta troppo ristretta delle specie, che deve essere compatibili con troppe altre regole e limita le possibilità imprenditoriali dell’agricoltore.

• Mancanza di varietà ed ecotipi locali che garantiscano la riuscita della speciee la qualità del legno.

• La 222 (unica forma di finanziamento specifica per l’agroforestry, anche se questa può inquadrarsi anche in altre misure), copre solo l’impianto di alberi in seminativi, ma non altre ptratiche che rientrano nell’AF, quali introduzione di colture non arboree sotto arboreti esistenti (si pensi agli oliveti marginali che non fanno reddito ma vanno manenuti e potrebbero ospitare colture o pascolo consociato). • In Italia le superfici sono spesso troppo piccole o irregolari per accomodare la presenza di alberi senza ostacolare le attività seminative.

• Possibili soluzioni

• Bisognerebbe investire in ricerca, sperimentazione e divulgazione in AF, per individuare i sistemi agroforestali più promettenti e divulgarne le tecniche di coltivazione ed i dati di mercato necessari all’agricoltore.

• Tutte le regioni dovrebbero implementare la 222, ma accompgnandola con progetti dimostrativi, ove possibile. • Dovrebbere essere chiaramente evitato che le parcelle impiantate con specie arboree nell’ambito della 222 non siano in nessun modo sottoposte a decurtazione del contributo unificato.

• Il contributo per la 222 dovrebbe essere esteso non solo all’impianto ma anche al mantenimento e ai mancati redditi così come per l’imboschimento (misura 212).

• Semplificare la burocrazia e aumentare la flessibilità di specie e tipologie di impianti ammesse. Se l’obiettivo e di aumentare gli alberi (per i benefici ambientali che ne derivano) non c’è motivo per cui le specie ammesse non possano essere produttive (non solo legno,ma frutta o altri prodotti) purchè si rispettino le caratteristiche agroforestali (quindi non frutteti puri, ma consociazione arboreo erbacea/anumale).

• Il finanziamento dovrebbe prevedere tuttele pratiche agroforestali e non solo l’impianto di arboree nei seminativi.

EURAF (Federazione Europea per l’Agrofrestry) dovrà:

• Fare da interfaccia tra ricerca, agricoltori, legislatori (policy makers), e tutti gli interessati (stakeholders), sia a livello europeo che dei singoli stati (Italia per noi). Quindi contribuire alla migliore implementazione sia della CAP (es.: misura 222), a livello comunitario e nazionale/regionale, che delle tecniche agroforestali.

• Facilitare il rapido scambio di informazioni, sia a livello di normativa che tecniche, superando le barriere di lingua tra i Paesi.

• Promuovere la ricerca nel settore agroforestale (non forestale!), anche facendo lobby a Bruxelles per ottenere il budget e l’attenzione al settore.

• Altri commenti e suggerimenti? Di cosa abbiamo bisogno per far crescere l’agroforestry in Italia? Per farla conoscere agli agricoltori? E per renderla veramente convieniente per loro affinchè la adottino con beneficio loro e di tutta la comunità?

Undefined
Twitter icon
Facebook icon
Google icon
LinkedIn icon
e-mail icon